HRV e Trail Running: come usare la variabilità cardiaca per migliorare prestazioni e recupero

Alex Baldaccini • 8 giugno 2026

Se utilizzi un dispositivo Garmin, Coros, Polar, Oura o altri sportwatch moderni, probabilmente hai già visto comparire il valore HRV (Heart Rate Variability), ovvero la variabilità della frequenza cardiaca. Negli ultimi anni questa metrica è diventata uno degli indicatori più utilizzati per monitorare recupero, allenamento e adattamento fisiologico. Molti runners controllano quotidianamente il proprio stato HRV e si preoccupano quando vedono comparire messaggi come "HRV sbilanciata", "HRV bassa" o "recupero insufficiente".


Ma cosa significa davvero questo dato? E soprattutto: può aiutare un trail runner ad allenarsi meglio?

La risposta è sì, ma solo se viene interpretata correttamente.


Molti atleti commettono l'errore di considerare l'HRV come un semaforo: verde quando è alta, rosso quando è bassa. La realtà è molto più complessa. In questo articolo vedremo cos'è l'HRV, come interpretarla e come utilizzarla concretamente per migliorare la preparazione nel trail running.


Cos'è l'HRV?

HRV significa Heart Rate Variability, ovvero variabilità della frequenza cardiaca. Contrariamente a quanto molti pensano, il cuore non batte in modo perfettamente regolare. Se la tua frequenza cardiaca è di 60 battiti al minuto, non significa che ogni battito avvenga esattamente ogni secondo. Esistono piccole variazioni tra un battito e l'altro, chiamate intervalli RR. L'HRV misura proprio queste variazioni. Maggiore è la capacità dell'organismo di modulare continuamente questi intervalli, maggiore sarà generalmente la sua capacità di adattarsi agli stress quotidiani e agli allenamenti.


Il ruolo del sistema nervoso autonomo

L'HRV riflette l'equilibrio tra le due componenti del sistema nervoso autonomo:

  • Sistema simpatico: associato ad attivazione, stress e risposta "fight or flight".
  • Sistema parasimpatico: associato a recupero, rilassamento e rigenerazione.

Quando prevale il parasimpatico, l'HRV tende generalmente ad aumentare. Quando prevale il simpatico, l'HRV tende a diminuire. Per questo motivo l'HRV viene spesso utilizzata come indicatore dello stato di recupero dell'atleta.


Perché tutti parlano di HRV?

La diffusione di dispositivi come Garmin e Coros ha reso questa metrica accessibile a milioni di runner. Oggi molti atleti controllano ogni mattina:

  • HRV
  • frequenza cardiaca a riposo
  • qualità del sonno
  • training readiness
  • recovery score

Questi dati possono essere utili, ma non devono sostituire il buon senso e l'osservazione delle proprie sensazioni. Un errore molto diffuso è quello di farsi condizionare eccessivamente da un singolo numero.


Cosa indica davvero una HRV alta o bassa?

Questa è probabilmente la convinzione più diffusa e più sbagliata. Un valore elevato di HRV non garantisce automaticamente che sarai performante durante l'allenamento. Allo stesso modo, una giornata con HRV più bassa del normale non significa necessariamente che devi annullare la seduta prevista. L'HRV va sempre interpretata all'interno del contesto.

Bisogna considerare:

  • andamento degli ultimi giorni
  • qualità del sonno
  • carico di allenamento recente
  • stress lavorativo
  • viaggi
  • alimentazione
  • stato di salute generale

La tendenza nel tempo è molto più importante del valore registrato in una singola mattina.


Gli errori più comuni dei runner

Guardare il dato del singolo giorno

L'HRV presenta una variabilità naturale. Un valore leggermente inferiore alla media non rappresenta necessariamente un problema. Molto più importante è osservare l'andamento di 7-14 giorni.


Confrontarsi con altri atleti

Ogni individuo possiede valori di HRV completamente diversi. Un atleta può avere una media di 30 ms e un altro di 90 ms senza che ciò significhi che uno sia più allenato dell'altro. Conta la variazione rispetto ai propri valori abituali.


Ignorare le sensazioni soggettive

L'HRV è uno strumento. Le sensazioni restano fondamentali. Se il dispositivo indica recupero ottimale ma ti senti stanco, pesante e poco motivato, probabilmente è opportuno approfondire prima di affrontare un allenamento particolarmente impegnativo.


Come utilizzo l'HRV con gli atleti che seguo

Nel coaching online utilizzo l'HRV come uno dei tanti indicatori disponibili. Non è mai l'unico parametro che guida una decisione.

Normalmente osservo:

  • andamento dell'HRV
  • frequenza cardiaca a riposo
  • qualità del sonno
  • sensazioni percepite
  • carico di allenamento delle ultime settimane
  • andamento delle prestazioni

Quando più indicatori puntano nella stessa direzione, allora il dato diventa davvero utile. L'obiettivo non è modificare continuamente il programma di allenamento, ma identificare situazioni in cui potrebbe essere opportuno intervenire. Ad esempio, una singola mattina con HRV più bassa non mi porta a modificare il programma di allenamento. Diverso è il caso di una riduzione persistente accompagnata da stanchezza, peggioramento delle prestazioni e aumento della frequenza cardiaca a riposo.


HRV e allenamento a soglia

Le sedute di soglia, VO₂max o lavori specifici in salita generano inevitabilmente uno stress importante. È normale osservare una riduzione temporanea dell'HRV nelle 24-48 ore successive. Questo non rappresenta necessariamente un segnale negativo. Anzi, in molti casi indica semplicemente che l'organismo sta rispondendo allo stimolo allenante.

Il problema nasce quando la riduzione dell'HRV si prolunga per molti giorni e si associa a:

  • peggioramento delle prestazioni
  • sonno disturbato
  • aumento della frequenza cardiaca a riposo
  • sensazione di affaticamento persistente


HRV e Trail Running

Nel trail running l'HRV può risultare particolarmente interessante. Le gare e gli allenamenti non comportano solo uno stress cardiovascolare, ma anche:

  • elevato danno muscolare eccentrico
  • dislivelli importanti
  • lunghi tempi di esercizio
  • stress termico
  • eventuale esposizione alla quota

Dopo un ultra trail o un lungo particolarmente impegnativo è frequente osservare una diminuzione dell'HRV per diversi giorni. Monitorare il ritorno ai valori abituali può aiutare a gestire meglio il recupero.


HRV e recupero dopo un ultra trail

Una delle applicazioni più interessanti dell'HRV riguarda il recupero dopo gare lunghe. Molti trail runners si sentono nuovamente pronti ad allenarsi pochi giorni dopo una competizione, mentre alcuni parametri fisiologici mostrano che il recupero non è ancora completo.

Dopo gare particolarmente impegnative può essere normale osservare:

  • riduzione dell'HRV
  • aumento della frequenza cardiaca a riposo
  • peggioramento della qualità del sonno
  • sensazione di gambe pesanti

Monitorare l'andamento dell'HRV nei giorni successivi può fornire indicazioni utili sulla velocità di recupero dell'organismo.


HRV e allenamento in quota

Molti trail runners utilizzano periodi di allenamento in montagna o in altura. Durante i primi giorni in quota si osserva spesso:

  • aumento della frequenza cardiaca
  • riduzione dell'HRV
  • peggioramento della qualità del sonno

Queste modificazioni sono generalmente fisiologiche e fanno parte del processo di acclimatazione. Per questo motivo è importante interpretare l'HRV tenendo conto dell'ambiente in cui ci si trova.


HRV e rischio di sovrallenamento

L'HRV può contribuire all'identificazione precoce di stati di affaticamento eccessivo. Tuttavia non è uno strumento diagnostico. Una riduzione persistente dell'HRV può rappresentare un campanello d'allarme, ma non è sufficiente da sola per diagnosticare una condizione di overtraining. Anche in questo caso è fondamentale considerare il quadro completo.


Quando ignorare l'HRV

Può sembrare strano, ma in alcune situazioni il miglior utilizzo dell'HRV consiste nel non darle troppa importanza. Ad esempio:

  • la sera prima di una gara importante
  • durante una fase di tapering
  • dopo una notte particolarmente disturbata
  • durante un viaggio intercontinentale
  • quando il valore si discosta leggermente dalla media senza altri segnali negativi

Molti atleti finiscono per sviluppare una dipendenza psicologica dai dati. Lo scopo dei dispositivi dovrebbe essere quello di supportare le decisioni, non di sostituirle.


Protocollo pratico in 5 passaggi

Se vuoi iniziare a utilizzare l'HRV in modo efficace:

1. Misurala sempre nelle stesse condizioni

Meglio al risveglio oppure durante il sonno tramite un dispositivo affidabile.

2. Osserva le tendenze

Non concentrarti sul dato giornaliero.

3. Confrontala con le sensazioni

Valuta sempre come ti senti realmente.

4. Considera il contesto

Allenamenti, alimentazione, lavoro, sonno e stress incidono fortemente sul valore.

5. Evita decisioni drastiche

Una singola giornata con HRV più bassa non richiede necessariamente modifiche al programma.


Domande frequenti sull'HRV

Qual è un buon valore di HRV?

Non esiste un valore ideale uguale per tutti. Ogni atleta possiede una propria normalità. È molto più utile osservare l'andamento nel tempo rispetto al confronto con altri runners.

Perché Garmin indica HRV sbilanciata?

Significa che il valore registrato nelle ultime notti si sta discostando dalla tua fascia abituale. Non indica necessariamente un problema, ma suggerisce di valutare allenamenti, sonno, stress e recupero.

Perché la mia HRV è bassa dopo una gara trail?

Una diminuzione dell'HRV dopo una competizione è una risposta fisiologica normale. L'organismo sta gestendo il recupero dallo stress muscolare e metabolico accumulato durante la gara.

Coros misura l'HRV in modo diverso da Garmin?

I principi di base sono simili, ma cambiano gli algoritmi utilizzati e le modalità di interpretazione dei dati. Per questo motivo i valori non sono sempre direttamente confrontabili.


Cosa fare da domani con i dati del tuo smartwatch

L'HRV rappresenta uno strumento estremamente interessante per runners e trail runners. Può fornire informazioni utili sul recupero, sull'adattamento agli allenamenti e sulla gestione del carico.

Tuttavia non esiste alcun numero magico in grado di dirti esattamente cosa fare ogni giorno. L'approccio migliore consiste nell'integrare l'HRV con le sensazioni personali, il monitoraggio del carico e l'analisi delle prestazioni. Quando interpretata correttamente, la variabilità cardiaca può diventare un valido alleato per allenarsi in modo più consapevole e arrivare alle gare nelle migliori condizioni possibili. Se vuoi imparare a utilizzare i dati del tuo dispositivo per ottimizzare la preparazione nel trail running, scopri i miei programmi di coaching personalizzato e i piani di allenamento sviluppati su TrainingPeaks.

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